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Decimomannu

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Decimomannu

MUNICIPIO
via Municipio, 1 – 09033 - Decimomannu

Centralino: Tel. 070.966.701
Segreteria Generale: 070.966.704.0
Gabinetto del Sindaco: Tel. 070.961.730.

Abitanti: 6.889 (dati 1991)
Superficie: Kmq. 28,05

Decimo ab Urbe lapide, era una tappa importante lungo la strada che da Caralis conduceva a Sulcis. Distante dal capoluogo circa diciassette chilometri, ha in comune con il capoluogo e gli altri paesi del Campidano gran parte della storia.

Subì le stesse dominazioni straniere, patì le medesime pestilenze e le grandi crisi economiche che travagliarono la Sardegna meridionale. Fa parte anche lui di un vasto pianoro, attivamente popolato in ogni tempo, nel quale agricoltura ed allevamento, hanno rivestito enorme importanza per il consolidamento e lo sviluppo della popolazione.

Ritrovamenti archeologici di epoca punica, romana uniti ad una fervente edilizia chiesastica, testimoniano che il territorio ha ospitato insediamenti abitati sin da tempi antichi ed in ogni epoca. Della sua origine esatta non si hanno notizie certe. Il toponimo di chiara provenienza romana, fa supporre che come borgo organizzato abbia conosciuto origine proprio in quell’epoca. La sua posizione, lungo la strada romana che conduceva alla zona mineraria, ha preservato l’abitato dallo spopolamento e quindi dall’estinzione.

Tutt’oggi è un nodo ferroviario di collegamento con il Sulcis Iglesiente e con il nord dell’Isola, ed ha assistito al passaggio del primo convoglio ferroviario, il primo Maggio del 1871, convoglio che collegava Cagliari con Villasor, in occasione dell’inaugurazione della prima linea ferroviaria in Sardegna. Le prime notizie riguardanti l’abitato, si riferiscono al culto presente in questo centro, per Santa Greca.

Ciò accadeva agli inizi del IV° secolo, alla fine dell’impero di Diocleziano, epoca nella quale sarebbe vissuta Greca, giovane di origini greche, da qui il nome, che vissuta per una ventina di anni in quella terra, vi trovò il martirio per non rinnegare la sua fede. Vita, martirio e morte di questa giovane, elevata successivamente agli onori dell’altare, non sono suffragati da notizie storiche, tanto che fantasia e realtà spesso si intrecciano a tal punto da sconfinare nel mito.

Comunque, una indubbia religiosità di quelle Genti e l’influenza successiva all’insediamento dei monaci Benedettini di Marsiglia, favorì il diffondersi dell’agricoltura ed in qualche misura anche di una certa istruzione. Nella parentesi giudicale, appartenne al Giudicato di Cagliari, divenne capoluogo della Curatoria omonima ed ospitò per lungo tempo gli stessi Giudici di Cagliari.

Dal periodo Giudicale, attraverso le note vicissitudini dell’intera Sardegna, senza eccessivi scossoni politici e sociali, Decimomannu è giunta ai giorni nostri. In questo percorso ha conservato ancora intatta la devozione originaria per Santa Greca ed una innata predisposizione per tutte le attività agricole, alle quali oggi con l’avvento dell’eco turismo, tenta di affiancare una certa ricettività rurale che, col tempo, si sta rivelando un’ottima occasione di sviluppo, soprattutto per le nuove generazioni.


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